Etiopia

Etiopia classica

Dal 25 novembre  al 5 dicembre 2018

Questo tour ci porta nelle regioni del nord dell’Etiopia isolate fra catene montuose, deserti di lava e picchi vulcanici. Esse hanno conserva to appieno le proprie tradizioni culturali, etniche e religiose. Il Nilo Azzurro che precipita tra alti spruzzi creando la cascata di Tississat, l’atmosfera idilliaca dei monasteri copti, custodi di preziosi manoscritti e sacre reliquie, che costellano le rive e le isole del lago Tana, Gondar e lo splendore dei suoi celebri castelli imperiali.       Axum, un misto di storia e leggenda. E‘ nascosta qui l’Arca dell’Alleanza?  Ruderi di palazzi e stele testimoniano la grandiosità di questa città su cui alleggia lo spirito della Regina di Saba.      Gli eremi, le chiese e gli importanti monasteri del Tigray, scolpiti nella roccia e spesso in posizioni poco accessibili. La “Terra Santa”, Lalibela, la Gerusalemme dei Copti e le chiese monolitiche  scavate nella roccia, teatro di una vivacissima e coinvolgente esplosione di misticismo durante le ricorrenze religiose.      Infine, Addis Abeba, con il mercato all’aperto più grande dell’Africa ed i suoi musei. In quello Nazionale, importanti reperti sabei e “Lucy”, lo scheletro di un ominide vissuto in Etiopia oltre tre milioni e mezzo di anni fa. Questa full immersion nel mondo etiope lascerà nel cuore e nella mente tanti ricordi e suggestioni indimenticabili                                                                                                               Lino Campesato
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                                           Organizzazione tecnica        
Le località previste per il viaggio sono state quelle che comunemente vanno sotto il nome di “rotta storica”, cioè la capitale Addis Abeba, una delle più interessanti città d’Africa; la zona del lago Tana con le cascate del Nilo Azzurro e le chiese lignee dipinte; Gondar, la città ex capitale della dinastia imperiale; Axum antica capitale della dinastia salomonica e della regina di Saba; l’altopiano del Tigray con le antichissime chiese rupestri e Lalibela, la nuova Gerusalemme  degli ortodossi copti, con le sue undici chiese scavate nella roccia e dipinte.
            Oltre a tutti questi siti di grande interesse storico e paesaggistico, gli organizzatori hanno volute comprendere anche le stupefacenti cerimonie religiose della festività di santa Maria di Sion e due luoghi che stanno nel cuore degli Italiani.
            Adua con il suo cippo-ricordo della tragica e sfortunata battaglia del 1896 ove persero la vita, rimasero feriti o furono fatti prigionieri circa 12.000 soldati italiani. Fra questi il capitano Umberto Masotto, decorato con medaglia d’oro e tutta la sua compagnia di artiglieri da montagna. L’altra località fortemente voluta nel programma è stata il cimitero militare di Adigrat ove sono raccolti i resti di circa 800 soldati italiani caduti nelle varie battaglie e di  molti altri ignoti.

               

            Nelle due località il gruppo di viaggiatori ha sostato in raccoglimento silenzioso mentre venivano deposti i gagliardetti  del Gruppo Alpini “Umberto Masotto”di Noventa Vicentina e il presidente della Cassa Rurale di Brendola dottor Gianfranco Sasso suonava il “silenzio” con l’armonica.
            Queste due soste sono state per tutti molto toccanti e commoventi .
            L’unico “neo” la bandiera italiana ridotta ad uno straccio.
            Per sopperire a ciò, l’inossidabile Bepi Galvanin, già presidente della Sezione Alpini di Vicenza e partecipante al viaggio, si è impegnato di far pervenire ad Adigrat quattro bandiere affinchè il nostro vessillo possa ancora sventolare accanto a quei nostri sfortunati fratelli.
                                                                                                   Lino Campesato

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